LA STORIA DI CRACO

FONDAZIONE
Le prime tracce delle origini di Craco sono alcune tombe, fatte risalire all'VIII secolo a.C. Come altri centri viciniori, č probabile che abbia offerto riparo ai coloni greci di Metaponto, quando questi si sono trasferiti in territorio collinare, forse per sfuggire alla malaria che imperversava nella pianura. Craco fu successivamente insediamento bizantino. Nel secolo X secolo monaci italo-bizantini iniziarono a sviluppare l'agricoltura della zona, favorendo l'aggregamento urbano nella regione.
La prima testimonianza del nome della cittā č del 1060, quando il territorio fu sottoposto all'autoritā dell'arcivescovo Arnaldo di Tricarico, che chiamō il territorio Graculum, ovvero piccolo campo arato

MEDIOEVO
Erberto, di probabile origine normanna, ne fu il primo feudatario tra il 1154-1168. Di questa epoca č la struttura del borgo antico, in cui le case sono arroccate intorno al torrione quadrato che domina il centro. Nel 1276 Craco divenne sede di una Universitas. Durante il regno di Federico II, Craco fu importante centro strategico militare. Il torrione infatti domina la valle dei due fiumi che scorrono paralleli, il Cavone e l'Agri, via privilegiata per chi tentava di penetrare l'interno. La torre di Craco, insieme ad altre fortificazioni ed avamposti della zona, come la Petrolla, di rimpetto a Craco, erano barriera di protezione per cittā al tempo ricche quali Pandosia e Lagaria, entrambe al di lā dell'Agri, entrambe prospicienti la feconda Siritide. Nel XV secolo, la cittā si espanse intorno ai quattro palazzi:
Palazzo Maronna, vicino alla torrione, con bell'ingresso monumentale in mattoni, e con grande balcone terrazzato.
Palazzo Grossi, vicino alla Chiesa Madre, ha un alto portale architravato, privo di cornici. I piani superiori sono coperti da volte a vela e decorati con motivi floreali o paesaggistici racchiusi entro medaglioni. Parte delle finestre e dei balconi conservano ringhiere in ferro battuto.
Palazzo Carbone, edificio della fine del Quattrocento, ha un ingresso monumentale. Nel Settecento, il palazzo fu rinnovato ed ampliato.
Palazzo Simonetti.

L'ABBANDONO
A causa di una frana di vaste proporzioni, nel 1963 Craco fu evacuata e l'abitato trasferito a valle, in localitā Craco Peschiera. Allora il centro contava oltre 2000 abitanti. La frana che ha obbligato la popolazione ad abbandonare le proprie case sembra essere stata provocata da lavori di infrastrutturazione, fogne e reti idriche, a servizio dell'abitato.

Vedi Craco Peschiera ("Craco nuovo")...

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